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I DUE SENTIMENTI FONDAMENTALI DELL’UMANO: AMORE E PAURA

I DUE SENTIMENTI FONDAMENTALI DELL'UMANO AMORE E PAURA

 

In realtà esistono solo due sentimenti fondamentali nell’essere umano: l’amore e la paura. Tutti gli altri sentimenti derivano da questi.

L’AMORE 

L’amore è una “vibrazione”, una frequenza immateriale che però si può percepire. Il vero amore non è un’emozione ma la maggior parte di noi vive l’amore sul piano umano… Amo mia moglie, i miei figli, il vino rosé, gli animali, le auto… Un giorno un giovane uomo con tendenze autistiche mi ha detto: “Non capisco cosa vuol dire amare! Lei ama sua moglie, le banane, il mare!”. Nella sua realtà, l’amore era percepito diversamente! E tutto questione di percezione. L’alchimia interiore ha come scopo di andare più lontano, verso un amore puro, liberato dal piano mentale ed emozionale: l’amore divino, sicuramente più vicino alla percezione del “mio giovane uomo… Maestro Gesù ci ha trasmesso il suo comandamento: “Amatevi l’un l’altro.. Cominciamo a dare la possibilità all’amore di esprimersi attraverso le nostre parole, i nostri gesti, le nostre azioni. Affinché l’amore prenda il suo posto nel cuore, abbiamo bisogno di percepirlo, altrimenti restano solo “parole” Quando si fa l’esperienza dell’amore con la “A” maiuscola, tutto il nostro essere vibra, si è nel tutto; il mentale è calmo, ci si “sente” di avere delle ali, poiché la “paura” è sparita! Si è nell’istante, senza alcun pregiudizio su niente né nessuno: “”’Si è’”. È allora che ci si accetta completamente. Siamo nella nostra “vera natura”, li dove si percepisce unità all’interno di noi e all’esterno. L’illusione della separazione svanisce in questi momenti di grazia.

Caso clinico – La “sfortuna” di Guy

“Vengo perché non riesco ancora a incontrare la donna che mi potrebbe amare e che potrei amare. Ho 60 anni e sono disperato… Ho visto molti terapeuti ho seguito tanti corsi”. Dopo avergli spiegato rapidamente l’effetto specchio e dopo ne aveva accettato il principio, scoprimmo le sue “convinzioni” su se stesso.Era evidente che li si trovava il vero problema. Gli proposi di venire a fare un laboratorio di un giorno sui paradigmi tratti dalla fisica quantistica e sul funzionamento di cervello decisionale (emozionale e mentale). Alla fine della giornata, aveva capi che i giudizi severi che nutriva verso se stesso, fin dalla prima infanzia, gli impedivano di incontrare l’amore, poiché il suo sabotatore era vigile! In realtà, la mancanza di attenzioni da parte dei suoi genitori gli aveva fatto credere che era cattivo! Aveva capito che per “vendersi”, ovvero per farsi accettare e amare, occorreva? apprezzarsi. Dato il suo passato da commerciante, il messaggio era passato, e gli chiesi di avere cura del piccolo “Loulou” (il suo nome da bambino) ora che lo sapeva innocente.  Una riprogrammazione con la DMOKA della sua considerazione negativa fini il processo. Tre mesi dopo, incontrava una persona. Cinque anni dopo, sono sempre insieme… la sfortuna di Guy era scomparsa!

“QUANDO SO, NON HO PIÙ BISOGNO DI CREDERE, IO SO…

LA PAURA :

La paura nasce da un’identificazione esagerata con il nostro corpo, con i nostri pensieri, con le nostre emozioni. Questa identificazione crea un attaccamento a ciò che pensiamo di essere, quando ci confrontiamo con i nostri “fantasmi” che sono la mancanza, l’insicurezza, la separazione, la morte… in breve, l’ignoto! La paura attiva le “reazioni” dei nostri meccanismi d’urgenza come l’evitamento, la lotta, l’inibizione. Per liberarci della paura, dobbiamo conoscere la sua origine e affrontarla nella realtà: “Che cosa mi può succedere di peggio in questa situazione?”Il fatto di voler a tutti i costi proteggerci da angosce e ansietà ci separa da una parte di noi stessi e creiamo uno stato secondario che ci rinchiude ancora un po’ di più nel malessere. Il peggio può essere un’ avventura, un’opportunità di cambiare e di guarire. La vita non ci sottomette a nessuna difficoltà che non possiamo superare! Altrimenti lo scopo evolutivo che passa attraverso delle “prove”, degli ostacoli, non avrebbe nessun senso se non esistesse la chiave per la trascendenza. 

“In poche parole, l’uomo è un apprendista e la paura è il suo maestro”: le tappe per sradicare le paure Innanzitutto, è essenziale definire il senso delle nostre paure per vincerle. Il corpo non mente. Conoscere i sintomi che accompagnano le paure è essenziale per non rimanere nel diniego.

 Segni e sintomi ricorrenti:

-Accelerazione del ritmo cardiaco, palpitazioni

-Sudore, vampate di calore

-Tremori

-Bisogno di urinare (marcatura del territorio)

-Problemi di stomaco, crampi

-Difficoltà respiratorie-Disturbi del sonno, fatica ad addormentarsi

-Svenimenti

-Perdita di coscienza, confusione

-Agitazione o il suo contrario, cioè inibizione

-Pensiero ossessivo, ruminazione interna

Lo scopo iniziale della paura è di attirare la vostra attenzione in caso di pericolo esterno o interno. Esiste una minaccia e dovete trovare il comportamento adatto per mettervi in salvo.

Caso clinico – Johanna, la ragazza che non poteva più mangiare

Un amico mi manda una giovane donna, Johanna, poiché non riesce più a mangiare. Johanna mi spiega che un amico medico le ha fatto tutti gli esami possibili e immaginabili per trovare una causa biologica e un trattamento efficace. Nulla! I vari specialisti (gastroenterologi, neurologi..) non trovano spiegazioni razionali che darebbero un senso a questo comportamento inadatto. Ecco perché, dopo più di tre mesi, arriva nel mio studio, stanca, dimagrita e un po’ disperata. Faccio l’anamnesi per scoprire lo shock emozionale: ciò che per me è l’unica spiegazione a questo blocco psicobiologico, poiché, organicamente parlando, non c’è nessun problema. Sul piano emozionale non esiste niente che possa avere una legame diretto e chiaro, né uno shock negativo reale, né simbolico! Le propongo di fare movimenti alternativi bilaterali oculari, kinestesici portando la sua attenzione sul disagio che prova quando comincia a mangiare. La DMOKA è uno strumento molto efficace su questo tipo di blocco inconscio. I movimenti fanno risorgere immagini, memorie inaccessibili alle strutture corticali. In qualche minuto, Johanna si ritrova all’età di cinque anni mentre rischia di annegare, al mare. Poco dopo, rivive il primo incidente che capitò in un ristorante con un suo amico… e infine la morte del nonno, Che è soffocato mentre mangiava. Il terrore di morire soffocata era cosi potente che il suo cervello bloccava il sistema di deglutizione. Dopo una mezz’oretta di trattamento, non sentiva più questo “nodo alla gola”. La sera stessa rincomincio a mangiare. Qualche giorno dopo mi telefonò per ringraziarmi, era tornato tutto normale. L’espressione “Nulla si perde, tutto si trasforma” assume qui pienamente il suo senso. Lo shock iniziale, la morte del nonno e la memoria della prima difficoltà al mare avevano creato una massa emozionale che era cresciuta col passare del tempo. Grazie a coloro che mi hanno insegnato la comprensione dei meccanismi psicobiologici e gli strumenti che permettono di mettere in luce le cause nascoste e di trattarle.

Accettare le nostre paure 

L’origine delle nostre paure è la convinzione che abbiamo “peccato”. Liberarsi di questa credenza permette di ritrovare l’amore.  In realtà, esistono solo due “sentimenti” negli uomini: l’amore e la paura. L’amore può essere definito come uno stato di non paura. Andiamo oltre le paure e ritroviamo l’amore. Per giungere a questa nuova coscienza, la prima tappa, cruciale, è di accettare di lavorare sulle nostre paure, timori, dubbi che condizionano i nostri modi di pensare e di funzionare e che ci impediscono di vivere liberamente nell’amore, la pace, la leggerezza e la gioia. Quando siamo nell’insicurezza materiale, affettiva, i nostri meccanismi di difesa (Ego) ci allontanano dalle nostre sensazioni dolorose ma, allo stesso tempo, dalle soluzioni adeguate! Tutto il nostro essere resta connesso sulle nostre paure consce e inconsce e facciamo l’esperienza dell’inferno egotico sulla Terra. Per accedere alla coscienza “chiara”, alle nostre infinite possibilità, le paure devono essere accolte, portate alla coscienza, poi sradicate. Per questo, la conoscenza ci sarà utile. La conoscenza (che viene con la nascita) non è il sapere, ma qualcosa che è percepito come un’evidenza. Come l’essenza della verità.  

-Al livello della coscienza arcaica neghiamo la paura poiché ci spaventa

-Al livello della coscienza analitica rigettiamo la paura cercando di spiegarla.

-Al livello della coscienza chiara accettiamo la paura, la interiorizziamo e la trasmutiamo poiché siamo coscienti della nostra totale responsabilità nella sua creazione. Inoltre, abbiamo la certezza assoluta di poter accedere a tutto ciò di cui abbiamo bisogno attraverso il nostro cuore e il “campo quantistico di ogni possibilità” Quando questo è interiorizzato e attivato nel più profondo di noi, accediamo alla vera sicurezza interiore.

Fonte: Libro  L’arte della trasformazione diventa il tuo destino Gilles Placet 

 

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